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Il Giardino dell'Autore

Index
Video Fonte Sacra su Tempiesu

Cooperativa L.A.R.Co: tra le Pagine della Storia

 

Ospiti - Cooperativa L.A.R.Co: tra le Pagine della Storia - testi, video e foto di Bruno Lombardi

 

La Cooperativa L.A.R.Co scrive sulle pagine del libro di Su Tempiesu; pagine di scoperte ed emozioni, che la Storia stessa, legge e racconta all'Essere Umano.

 

 

La Stratigrafia è il metodo scientifico utilizzato in archeologia. (Maria Grazia) Per spiegare con parole semplici e comprensibili a tutti, utilizzo un chiaro esempio che faccio sempre ai bambini. Una famiglia abita una capanna nuragica; vi ha abitato circa 30-40 anni. Ad un certo punto accade un incendio, per cui avviene il crollo del tetto determinando l'abbandono della capanna per molti anni. Sui resti della capanna si depositano la polvere e i detriti, finché dopo 50 anni si presenta un'altra famiglia intenzionata a riutilizzare il luogo. I nuovi abitanti della capanna, seguono la loro vita sociale costruendo utensili della vita di tutti i giorni, fino al momento in cui l'invasione di un popolo nemico ne determina ancora una volta l'abbandono; all'abbandono, segue una nuova stratificazione geologica con polveri e detriti. All'arrivo degli archeologi, si scopre che l'abbandono della capanna per via di un'invasione, è dettata dalla presenza di un vaso non terminato nella sua fabbricatura o di un'attività di filatura non terminata; la stratigrafia, quindi, ci permette di ricostruire la storia, la vita degli abitanti di un sito. Si parla di Stratigrafia, perché si ragiona, effettivamente a strati: quando si scava un monumento, iniziamo ad esaminare lo strato di materiale più recente. Man mano che andiamo avanti nello scavo, lavoro lungo e minuzioso, torniamo indietro nel tempo come se stessimo sfogliando un libro. Perché scaviamo "a strati"? Perché col passare del tempo, si sono formati vari strati di materiale. Spesso negli scavi archeologici, si esegue la stratigrafia dello scavo clandestino (la buca), poiché lasciando un segno nel monumento, anch'esso viene documentato. Perché si parla di Cultura Materiale? (Maria Grazia) Perché sulla base di ciò che viene ritrovato in uno scavo archeologico, possiamo ricostruire e datare le vicende che hanno determinato la vita di un edificio o luogo con i suoi abitanti. E' chiaro che non è possibile una datazione al C14 per ogni reperto che si ritrova; spesso si va per "similitudini", per cui ci sono stati, in passato, degli scavi dove son state datate determinate ceramiche che fanno riferimento ad una "facies" culturale particolare: ad esempio, se in uno scavo archeologico neolitico viene ritrovato un frammento di ceramica molto decorato con dei festoni e cerchi concentrici, esso viene semplicemente associato alla "facies di Ozieri" (San Michele) che presenta le caratteristiche prima descritte.

 

Video Fonte Sacra Su Tempiesu

Su Tempiesu: Scrigno di Conoscenze

 

Portiamo il tema della Stratigrafia verso Su Tempiesu per parlare di esso. (Peppino) Tutto è stato a Su Tempiesu fuorché la Stratigrafia , per un motivo ben preciso: nel 1953, quando è stato scoperto il monumento per la prima volta, non esistevano i sistemi di scavo archeologico che esistono oggi, e probabilmente la Stratigrafia era l'ultima cosa a cui si pensava. Nel Giugno del '53 Godeval Davoli, giovane allievo di Giovanni Lilliu, si avvalse di operai di Orune intenti alla realizzazione di una strada; essi vennero chiamati a svolgere gli scavi di Su Tempiesu senza, ovviamente, alcuna conoscenza della Stratigrafia, per cui è possibile che siano sfuggite preziose informazioni riguardo al monumento, nonostante l'impeccabile direzione dei lavori del Godeval. Nel 1981 si effettua la pulizia e la valorizzazione dell'area. (Peppino) Dopo circa trenta anni dal primo scavo a Su Tempiesu avviene il secondo scavo a Su Tempiesu. La Soprintendenza , nel Giugno dell'81, andando a rispolverare tutti quelli che erano i pozzi sacri della Sardegna, ritenne doveroso riprendere il "discorso" archeologico e storico per un monumento unico nel suo genere, quale è Su Tempiesu. Ad Orune, essendovi poche società possessori di Partita IVA e in grado di poter emettere fattura, ci si è avvalsi della nostra Cooperativa, che allora si chiamava "Cuccuru Su Pirastru"; la scelta della Soprintendenza ricadde su di noi, in quanto ci occupavamo di cura ambientale, forestazione e lavori in campagna. I 14 giorni di lavoro del Giugno 1981, sono serviti per liberare il monumento da sterpaglie e rovi, ma anche, e soprattutto, per accorgersi di una canaletta di scolo delle acque: la canaletta era in parte coperta. Partiva dal pozzo principale e, attraversando parte del vestibolo, interrompeva la sua ‘corsa' davanti ad un muretto che chiudeva il vestibolo stesso. Nel 1953 il Godeval aveva intravisto i primi blocchi della parte alta del muretto in pietra di scisto ed in parte in trachite. Il muretto al di sopra del pozzetto secondario cela un'Emozione fortissima... racconta. (Peppino) Prima degli scavi per accedere al monumento, al pozzo principale, si passava proprio sopra il muretto accennato prima; per cui, rimuovendo la terra al di sopra del muretto, ci si è accorti che la canaletta di scolo del vestibolo indicava una direzione ben precisa, dando l'input alla Dott.ssa Fadda di verificare il "percorso" della canaletta. Le prime verifiche hanno mostrato che la canaletta si introduceva sotto il muretto in scisto; quando ci si è abbassati di livello, seguendo lo scavo, si è giunti alla scoperta di un secondo pozzetto contenenti un deposito votivo intatto. Il materiale ritrovato nel piccolo pozzo e nell'area antistante, da una datazione ben precisa a Su Tempiesu: 1100 a .C. Immagina quale emozione abbiamo vissuto nel ritrovare il deposito bronzeo nel secondo pozzetto. Prima del 1100 a.C. che cosa esisteva, se qualcosa era, al posto di Su Tempiesu? (Peppino) Il vicinissimo Nuraghe Santa Lulla ha restituito materiali archeologici della Cultura di Bonnanaro databili al 1600 a .C.: all'epoca Su Tempiesu era una fonte d'acqua per uso civile, per poi diventare, col passare del tempo un'area sacra. Nei pressi del Nuraghe Santa Lulla c'è un'altra fonte sacra (Su Lidone) di piccole dimensioni che ha le stesse caratteristIche architettoniche di Su Tempiesu. Due cenni sull'architettura di Su Tempiesu. (Peppino) In uno scavo archeologico da noi effettuato nella Giara di Genoni nella "rotonda" di Sa Corona Arrubia, abbiamo ritrovato un concio della parte terminale della struttura, simile a quello ritrovato a Su Tempiesu ed Abini, e a quelli che mi hai detto di Irru-Nulvi; che cosa dimostra questo? Dimostra che probabilmente la soluzione architettonica era utilizzata in diverse parti della Sardegna, identificata anche dal bronzetto di Ittireddu, dove è rappresentata una struttura a doppio spiovente che richiama il monumento di Orune. Vorrei inoltre farvi notare l'inserimento di due archi nella copertura del tetto: due elementi architettonici che hanno però una semplice funzione decorativa.

 

Video Fonte Sacra Su TempiesuSpade, pietre ed oggetti

 

Parlatemi di un ritrovamento particolare avvenuto nel monumento. (Peppino) Vorrei soffermarmi sulle ipotetiche spade rinvenute a Su Tempiesu. Il Godeval parla del concio terminale del tetto del tempio, avente 20 fori con colate di piombo per sostenere dei monconi di ipotetiche spade votive; ad avvalorare ciò che ho appena detto, è la conoscenza di altri contesti cultuali legati all'elemento acqua: nel museo di Teti c'è un concio proveniente dal pozzo di Abini, che presenta 50 monconi di spade votive sigillate con il piombo. Ritornando alle spade votive... una di esse è stata ritrovata nel 1981 a lato del muretto del temenos, del recinto sacro; la spada si presentava fratturata ma integra nella lunghezza complessiva di 90 cm circa. Le spade votive si presentano generalmente senza l'elsa e con dei paramenti o insegne che raffigurano in genere animali: vedi, ad esempio, quelle ritrovate ad Abini. Gli ex-voto e gli oggetti de Su Tempiesu. (Maria Grazia) In linea di massima sono oggetti personali, che utilizzavano per l'abbellimento personale; spilloni che utilizzavano per chiudere il mantello, tipico dell'abbigliamento maschile, chiusi da una parte con una testa mobile e dall'altra con un anellino ferma-pieghe. Ritrovati anelli, bracciali, vaghi di collane, ci dicono di un popolo che appare molto vanitoso. Il significato e il rapporto che gli oggetti personali hanno con la religione, è sostanzialmente questo: "Ti offro ciò che mi appartiene come ex-voto per chiederti qualcosa di particolare". Sono presenti, come materiale recuperato a Su Tempiesu, alcuni pugnaletti in miniatura ad elsa gammata con degli occhielli, che venivano portati appesi come dei pendagli; questi pugnaletti avevano certamente un significato apotropaico.

 

Ringrazio la Cooperativa L.A.R.Co per esser stata Ospite del mio Giardino, e aver reso possibile questo documento. Grazie a Maria Grazia Porcu (archeologa) e Peppino Goddi per le parole dette, e la Cortesia concessa.

Bruno Lombardi *

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