Cuncordu e Tenore de Orosei: Espressione del Suono e del Tempo
Ospiti - Cuncordu e Tenore de Orosei: Espressione del Suono e del Tempo - testi, foto e video di Bruno Lombardi
Patrizio Mura, (Voche) - Massimo Roych, (Voche) - Luca Frau, (Contra) - Mario Siotto, (Bassu) - Piero Pala, (Mesuvoche). I Cuncordu e Tenore di Orosei attraversano l'Espressione del Canto, vivendo ed assaporando le straordinarie ricchezze musicali riposte nei canti a Cuncordu e Tenores della cultura sarda. Il Suono e il Tempo sono simboli che raffigurano il rapporto della Storia Sarda con il senso poetico/musicale dei Sardi; la libertà di movimento tra il Cuncordu e il Tenore, rivelano la profondità espressiva degli interpreti di Orosei... Libertà, figlia dell'Intelletto e della Fede, e Madre della Bellezza che la Sardegna offre dallo Ieri verso il Domani.
Le vostre esperienze personali relative al Canto a Cuncordu e Tenore. Piero >>>Ho iniziato a cantare all'interno della Confraternità, ed ho conosciuto personaggi che hanno rappresentato il Canto a Cuncordu di Orosei; uno di questi era una Voche di rilievo come Ziu Antoni Nanni, e l'altro era una Contra famosa come Ziu Antoni Gusai, e poi una Mesuvoche importante come quella di Ziu Antoni Dessena. Ziu Antoni Dessena era una voce particolarissima, mentre i Bassi che ho conosciuto da ragazzino non erano espressioni vocali eccezionali. La prima volta che ho sentito il “Libera Me, Domine” era nella chiesa di Santa Croce verso gli anni '80; i cantori erano tutti già anziani e fecero di getto questo canto, che pur non essendo perfetto, esprimeva la grande e viva passione degli interpreti… e mi colpì tantissimo. Ricordo che avendo una bella voce, poiché ancora “voce bianca”, gli anziani mi utilizzavano come Contra, relegandomi, quindi, ad un ruolo minore rispetto alle mie qualità vocali; il messaggio era: “Tira fuori il Coraggio, se lo hai… ed aspetta il tuo turno”.Mario >>>Durante il servizio militare svolto a Teulada con Luca, ascoltavamo il Canto a Tenore dei ragazzi di Orgosolo, Dorgali, Orune, Bitti, allo spaccio della caserma. A me piaceva tantissimo questa particolarità di canto, tant'è che provavo insistentemente la mia voce come Basso; avevo solamente una lacuna: non conoscevo il canto del mio paese. Mi intimidiva non conoscere il canto oroseino, e dicevo a me stesso: “Chi sono io? Non sono quel Mario che parla il linguaggio del luogo in cui è nato… ad sa moda mea”. Avevo un compagno di camera di Bitti, e mi diceva: “Canta, perché tu sai cantare… hai un Basso”. Io cantavo i canti di Bitti da una cassetta musicale che possedevo; così che mi reclutarono in un gruppo di interpreti nato nel servizio di leva. Cantavo alla bittichesa, alla orgolesa, alla orunesa… ma alla oroseina no! Ricordo, poi, di una festa in caserma in cui il Comandante di Reggimento ha chiamato quattro cantori, presente anche io, per tenere un Canto a Tenore; vestiti di “mimetica”, abbiamo eseguito il nostro “tenore”. Alla festa era presente un Maresciallo sardo, che propose di cantare a Sant'Anna Arresi; vestiti di velluto, abbiamo tenuto un concerto davanti al pubblico, avendo un riscontro positivo. Ricordo, anche, di Luca, e gli dicevo: “Canta, hai una Contra importante”. Luca non era convinto di quel che affermavo… non era entusiasta. Un giorno, però, lui intona qualcosa e io lo seguo col Basso: le nostre voci si amalgamavano benissimo, e fuoriusciva un suono, un accordo interessante. Terminato il servizio militare, Luca ed io ci incontriamo con due ragazzi di Orosei innamorati del Canto a Tenore; insieme ci esibiamo in un bar… ed era presente Patrizio.Patrizio >>>Era il '95, ricordo bene. Mi avvicino ai ragazzi e chiedo loro: “Posso cantare con voi?”. Messi a cantare, vedevo che era molto bello e mi sono innamorato delle qualità vocali di Luca e Mario. Mi son bastati quei due canti composti assieme, perché dopo qualche giorno ho detto a loro: “Siete molto bravi… ma che intenzioni avete? Vi piacerebbe fare una cosa seria?”. Ho avuto la fortuna di trovare due bravissime voci per poter incidere un disco e divulgare il canto di Orosei, perché non esistevano compact disc in merito. Dopodiché ho avuto modo di domandare a Piero di essere tra noi cantori, ed egli è corso subito in maniera entusiasta. Ricordo di aver detto a tutt'e tre: Bisogna impegnarsi e mettere questa cosa al primo posto.Mario >>>Erano gli inizi del ‘96, quando ho partecipato ad un concerto a Marsiglia… Patrizio mi ha chiesto di esserne parte, dopo che una persona che cantava con lui, non poteva tenere l'esibizione per problemi di famiglia. Nei mesi precedenti al concerto, mi hanno letteralmente sfinito con le prove. Ricordo che Patrizio si accompagnava con altre persone, per quanto riguarda il Canto ad Orosei… ora son trent'anni di esperienza.Luca >>>Quando abbiamo conosciuto Patrizio, Mario ed io volevamo soltanto imparare il canto di Orosei. Dopo il concerto di Marsiglia, dove Mario ha partecipato, ho fatto la mia presenza all'interno del gruppo in cui stava Patrizio. Putroppo… la Contra della compagine, Tore Orecchioni, aveva una malattia incurabile, per cui ha lasciato il canto, volutamente… è ha detto: “Chiamate quel ragazzo; io lo seguo, insegnandogli il canto”. Ho avuto, quindi, la fortuna della presenza di Tore Orecchioni; è stato molto prezioso e importante averlo accanto a me! Ecco che arrivavano i primi concerti: Milano al Castello Sforzesco, Roma ed Ichnos… siamo ancora nel '96.Piero >>>Nell'agosto del '97, in occasione di un concerto in Francia, sono entrato a far parte del gruppo; Patrizio non era in condizioni fisiche opportune per via di un incidente. Il mio ruolo era intonare i Canti a Cuncordu: fare la Voche. Andò benissimo, è da quel momento in poi, presi parte come Mesuvoche, all'interno del gruppo.Massimo >>>La mia formazione è arrivata per caso; era prima del '79 che cantavo canzoni del repertorio classico come No Potho Riposare. Nel '79 un compaesano mi chiede di far parte dell'Oratorio di Santa Croce; l'Oratorio di Santa Croce è una confraternità dove stava nascendo un gruppo folk e una corale. Grazie a qualche maestro dei cantori anziani, ho cominciato a cantare a Cuncordu; Ziu Antoni Nanni era sempre presente, e vicino a me… ed egli era un vero appassionato del Cuncordu, e apportava di tanto in tanto delle leggere modifiche ad esso, ma in modo personale e privato senza intaccare il canto vero e proprio. L'esperienza dell'Oratorio di Santa Croce l'ho fatta per alcuni anni… dopodiché, in occasione di una registrazione eseguita da una formazione corale oroseina non a quattro voci, entrai a far parte di questo coro polifonico in cui è stato presente anche Piero; diversi, gli anni trascorsi assieme a loro, alternando due momenti di frequentazione… per poi lasciare definitivamente prima del '99. A Noto, in Sicilia, ho cantato ad un concerto/festival sulle sonorità del mediterraneo assieme al gruppo in cui prendo parte oggi. Continuai a cantare occasionalmente con loro per un po' di tempo; ma ricevetti il loro invito a restare ed essere parte integrante del Cuncordu e Tenore di Orosei. Questo che ho appena detto, è avvenuto al momento della registrazione di “Colla Voche”, fatta a Galtellì nella chiesa di San Pietro, con il violoncellista olandese Ernst Rejseger e il percussionista scozzese Alan “Purves” Gunga. Canto come Voche del Cuncordu, ed occasionalmente, con mia grande felicità, eseguo come Mesuvoche del Cuncordu; un ruolo, quest'ultimo, che giudico importante quanto fare la Voche.
Cuncordu e Tenore: Immagine del Pensiero Sardo
Parlatemi del Canto a Cuncordu… tutto ciò che ruota attorno ad esso.
Patrizio >>> Orosei non ha conosciuto interruzione nel tempo riguardo ai Canti a Cuncordu e Tenore; essi hanno mantenuto continuità, ed ancora oggi ad Orosei, la Settimana Santa è impostata con il Canto a Cuncordu delle tre Confraternite esistenti.
Il canto a Cuncordu come si sviluppa… e quali sono, eventualmente, le differenze con il Canto a Tenore?
Patrizio >>> Vi sono tantissime differenze; anche se, ed è la mia opinione, il Canto a Cuncordu oroseino mantiene legami ben più stretti col Canto a Tenores, rispetto al Canto a Cuncordu di Santu Lussurgiu, dove il Tenores non è mai esistito. A Santu Lussurgiu, paese di bravissimi cantanti, dotati di un bellissimo “suono” e scale musicali tecnicamente valide, il canto a Cuncordu è nato “colto”: impostato sul canto religioso della Chiesa. Ad Orosei, per la sicura presenza del Canto a Tenore, le due modalità di canto si sono in qualche modo incontrate ed intersecate; ecco che il cantante a Tenore può diventare anche cantante a Cuncordu, e viceversa. Alcune cadenze e suoni del Canto a Tenores si presentano nel Canto a Cuncordu oroseino, specialmente nei Gosos: “l'Intonatore" continua, quasi invogliando gli altri cantori, ad avere le battute giuste; inoltre il linguaggio da noi utilizzato è prettamente Logudorese, nella variante “baroniese/oroseina”, e non conserviamo un grande repertorio di canti latini: abbiamo il Magnificat, il Sanctus, il Libera Me Domine, il Kyrie, il Miserere… non di più. Nei Gosos, invece, restiamo con una quantità considerevole di canti: dai gosos per i vari santi e occasioni di festa, ai canti specifici degli Oratori de Sas Animas, de Santa Rughe e de su Rosariu; questi Oratori, ancora esistono e lavorano come associazioni religiose con la presenza di donne e uomini.
Come si struttura e si presenta il Cuncordu, nella sua forma espressiva e quella di chi lo compone?
Piero >>> Esistono quattro voci maschili nei Gosos e nei canti latini: la Mesuvoche è la voce più alta, la Voche intona e conduce quello che è il filo del canto, la Contra o controcanto e il Bassu; l'impostazione dell'accordo è quella classica, ma a mio avviso la raffinatezza di una voce e di un cantante si perfeziona con gli anni, tanta esperienza, e dall'insegnamento disciplinato dei nostri anziani. Ricordiamoci che questo tipo di canto non è scritto sul pentagramma, per cui si esegue perfettamente un motivo o canzone; è un dialogo continuo tra le voci e ci metti tanto del tuo: dall'esperienza alla capacità, dalla voce alla testa. Stasera, ad esempio, ho eseguito variazioni vocali mai affrontate prima; una sorta di improvvisazione che determina trasformazioni/diversificazioni, pur mantenendo lo stesso “accordo”. È importantissimo un aspetto: si è sempre cantato in numero di quattro persone, con la presenza di una quinta voce, “s'Arzitru”, che entrava soltanto nel finale delle frasi musicali delle canzoni. Luca >>> “S'Arzitru” cantava più alto della Mesuvoche. In realtà, la “quinta voce” si sente comunque anche quando si canta a “quattro voci; il senso è prettamente tecnico, è un abbellimento per il canto, e significa che ogni accordo eseguito è perfetto.
È vitale, poi, l'affiatamento tra i componenti del gruppo di cantori; tra noi che ci conosciamo da anni anche nella vita privata, si verificano aspetti fondamentali quali… quando, ad esempio, guardo in faccia Patrizio, egli mi osserva e capisce ciò che devo dirgli: “Patrì, secondo me questo punto è troppo alto”… oppure: “Patrì, va bene”. Le variazioni vocali, musicali che svolgiamo, sono rapportate allo stato d'animo che hai al momento. Mario >>> L'intesa, l'affiatamento si trova nello stare in gruppo; non esiste un leader e ognuno di noi diventa indispensabile per la miglior esecuzione e riuscita del canto. Esiste anche un contatto fisico mentre intoniamo; ad esempio, Patrizio mi tocca sulle spalle mentre esegue un cambiamento sul canto… questo è un incoraggiamento, un segnale per dire qualcosa. Massimo >>> La gestualità, il contatto fisico, molto spesso evidenzia il nostro modo di proporci come unica voce ed un solo corpo intento nel creare Musica. Mi piace rimarcare che il nostro gruppo propone due “colori” distinti quando si canta a Cuncordu; esistono due voci differenti che raccontano con toni, timbri e variazioni diverse… e con due esperienze di vita altrettanto distinte.
In quale “ambiente” nasce il Canto a Cuncordu?
Piero >>> La Messa veniva celebrata in latino; ma non tutti, se non pochi, capivano ciò che veniva detto nella funzione religiosa. L'espressione del Canto aveva un ruolo chiave per far avvicinare e rendere partecipi le persone, alle celebrazioni religiose soprattutto della settimana santa; diveniva una forma teatrale, paraliturgica, per esaltare il Sentimento e il significato di tali occasioni, e quindi al servizio della liturgia stessa. Ecco perché cantare in un concerto, senza parlare e calarsi nel contesto cui si lega il Cuncordu, può risultare freddo, delle volte; ogni cosa è sì, bella ed accordata, ma non si deve dimenticare che è congiunta al senso della Settimana Santa. Mario >>> Quando si intona “Oh vizu meu istimadu”, lo si fa con una vocalità “sentita”, ricca di emozioni forti. Patrizio >>> Non ha più importanza che la voce sia bellissima, ma che essa sappia trasmettere all'ascoltatore quello che esprime il dramma della passione del Cristo. Massimo >>> Per evangelizzare la gente e trasmettere tutto il verificarsi delle vicende della passione, ci si è serviti dei cantori, introducendo dei testi in sardo e lasciando momentaneamente i canti in lingua latina; è proprio la bellezza dei Gosos sta nei racconti scritti in lingua sarda, sulla Passione del Cristo e sulla Madonna. Orosei mantiene il canto “Oh viv' arbore fiorida”: parla del “legno della croce”, e raffigura la simbologia universale dell'Albero che fiorisce.
Ringrazio i Cuncordu e Tenore de Orosei per esser stati Ospiti del mio Giardino, e aver reso possibile questo documento.
Bruno Lombardi *
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